Il Museo si sviluppa prevalentemente sugli ultimi tre livelli della torre ma l’ingresso avviene al piano terra, dove si trovano Caffè Letterario, Bookshop e punto informazioni. Da lì sale lungo le scale, immaginando di percorrere l’ecosistema dell’Adriatico dal sottosuolo salendo attraverso i reperti archeologici dell’antico porto passando per la superficie del fondale e risalendo poi lungo la colonna d’acqua fino a uscire in superficie, seguendo lungo le scale questo percorso in verticale fino alla sommità della torre. Il visitatore sarà introdotto nell’ambiente marino dell’Adriatico partendo dai suoi aspetti geologici e geomorfologici immedesimandosi in una risalita che parte dal sottosuolo dei fondali e si sviluppa nei vari piani salendo le scale della torre. Il percorso parte dal fondale con la testimonianza e la descrizione dell’antico porto di epoca romana ormai quasi interamente insabbiato nelle aree antistanti la torre, fino a risalire alla superficie del fondale marino. L’ecosistema di fondale sabbioso ha una particolare importanza per l’AMP Torre del Cerrano e occupa pertanto interamente la saletta riunioni del secondo piano. Da lì inizia lungo la scala a chiocciola la risalita immaginaria della colonna d’acqua, fino ad arrivare con l’uscita in sommità della torre, che coincide con l’emersione dal mare e la fuoriuscita sulla terraferma.

La mappa del museo

Piano -1

STORIA GEOLOGICA E GEOGRAFIA DELL’ADRIATICO

L’Adriatico è un bacino semichiuso lungo circa 800 km e largo in media 150 km con una profondità molto modesta. Il bacino Adriatico è suddiviso in tre settori: il settore settentrionale, il settore centrale, o medio Adriatico e, infine, il settore meridionale. L’attuale conformazione è piuttosto recente (circa 6000 anni fa) e le sue origini geologiche sono tuttora motivo di discussione.

Piano 0

STORIA DELL’UOMO IN ADRIATICO E GLI ANTICHI PORTI

Il mare Adriatico è sempre stato attraversato da rotte commerciali come dimostrato dai tanti porti costruiti in prossimità delle foci dei fiumi. Essi rappresentavano importanti punti di stoccaggio di merci per le città dell’entroterra. Nel porto è stata ritrovata persino una moneta dell’antica Atri.

Piano 1

REPERTI ARCHEOLOGICI DI SUPERFICIE AFFIORANTI

I primi resti del porto di Atri, probabilmente di epoca romana, sono visibili sul tratto di spiaggia antistante Torre Cerrano. Si tratta di blocchi squadrati di origine antropica che proseguono sotto l’acqua per 500 metri dalla costa.

Piano 2

SPECIE MARINE DEL FONDALE: Molluschi e protisti

I fondali sabbiosi dell’AMP Torre del Cerrano sono ricchi di biodiversità “nascosta” tra questi una infinità di specie di molluschi come la Trivia multilirata, simbolo dell’AMP, crostacei, echinodermi ed alcuni protisti.

Piano 3

SPECIE MARINE DI PROFONDITÀ: Balene, pesci e biodiversità marina

Molti animali marini possono vivere ad elevate profondità: è il caso di alcuni mammiferi quali il Capodoglio (Physeter macrocephalus) e la Balenottera comune (Balaenoptera physalus) di cui è esposto un cranio al terzo piano del Museo del Mare.

Piano 4

SPECIE MARINE DI SUPERFICIE: Delfini, tartarughe etc.

Il 4° piano del Museo del Mare ospita gli scheletri della Stenella striata (Stenella caeruloalba), del Tursiope (Tursiops truncatus), un modello del Grampo (Grampus griseus) e della tartaruga comune (Caretta caretta) animali che emergono in superficie per respirare.

Piano 5

ECOSISTEMI DI SUPERFICIE: Duna, pineta, vegetazione e fauna

Lungo la costa dell’AMP scorgiamo ambienti differenti: la fitta pineta voluta a Pineto dalla famiglia Filiani si affaccia sui cordoni di sabbia della duna, ricchi di specie viventi quali il fratino, il giglio di mare e lo zafferanetto delle spiagge.

Per ulteriori informazioni consulta la Mappa-Museo-del-Mare